Cuba, l’isola “de la Revolucion”


Da La Habana a Trinidad, passando per le piantagioni di tabacco e le colline di Viñales, terminando con le immersioni a Varadero.

Quando ripenso a Cuba mi vengono in mente le immagini delle automobili statunitensi degli anni ’50, abbandonate all’epoca della rivoluzione, ancora misteriosamente in grado di muoversi. Un’atmosfera stile American Graffiti.

Ma ora che Cuba è aperta al mondo per quanto tempo sarà possibile veder circolare questi pezzi da museo? La perla caraibica sarà invasa da orde di turisti e sarà impossibile arrestare il processo di modernizzazione del Paese.

Ho avuto la fortuna di visitare Cuba oltre dieci anni or sono, nel 2004 precisamente. Un’epoca dove il telefono, internet e le auto moderne erano per pochi eletti e dove le turbolenze amorose delle telenovelas tenevano incollate alla televisione migliaia di persone.

La povertà era ben visibile ma non si manifestava mai nella forma estrema del vivere per strada o dell’accattonaggio; ai turisti venivano richiesti con fare dignitoso e col sorriso sulle labbra saponette, dentifrici, penne, mai danaro.

E quelle scritte propagandistiche dipinte sui muri delle case inneggianti a Fidel, al Che e al socialismo, verranno rimosse o ne verranno dipinte delle altre per uso turistico?

Cuba - Scritta propagandistica inneggiante a Fidel
Cuba – Scritta propagandistica inneggiante a Fidel

¡Bienvenido a La Habana, Cuba!

Il nostro viaggio a Cuba ebbe inizio dalla Capitale, l’affascinante e decadente La Habana. Ricordo Plaza de la Catedral dove sorge, appunto, la Catedral de San Cristobal tra le più belle di Cuba. In un angolo della piazza, riparata da un ombrellone, una grossa e simpatica signora faceva bella mostra del suo sigaro (a Cuba anche le donne fumavano il sigaro); nell’angolo opposto un’orchestrina intonava le note di Guantanamera, l’inno popolare che narra della liberazione dalla dominazione spagnola. Non lontano dalla piazza, la Boteguita del Medio, il locale dove era solito Hemingway gustare il suo mojito.

E poi il Castillo Real de la Fuerza, la più antica fortezza d’America. In cima alla torre svetta La Giraldilla, una statua in bronzo rappresentante doña Isabel de Bobadilla, moglie del Governatore de Soto, nella vana attesa del ritorno del marito dalla spedizione in Florida.  Ancora oggi il ricordo di questo personaggio sopravvive nell’icona di un ottimo rum cubano. Ancora: la passeggiata sul Malecon, il lungomare, e la visione di Plaza de la Revolucion con la famosa immagine di Che Guevara scolpita su un edificio.

Raggiungemmo Pinar del Rio famosa per le piantagioni di tabacco. Visitammo la vicina Valle de Vinales, ricca di grotte calcaree,  la più famosa è la Cueva del Indio, dove si trova una grossa pittura rupestre moderna, chiamata el Mural de la Prehistoria.

La rivoluzionaria Santa Clara

Ci spostammo verso est, destinazione Santa Clara, mausoleo di Che Guevara. Il monumento funebre ospita i resti del rivoluzionario e dei compagni combattenti uccisi in Bolivia. Imponente è la statua di bronzo che raffigura il rivoluzionario. Sosta al Monumento a la Toma del Treno Blindato: il treno blindato del Governo Batista che il Che, con l’impiego di una ruspa, fece deragliare decretando, di fatto, la fine del Governo Batista e la vittoria di Fidel Castro.

La piantagione di Pedro Iznaga

A Manaca Iznaga il tempo sembrava essersi fermato al tempo di Pedro Iznaga, uno degli uomini più ricchi di Cuba dedito al traffico degli schiavi. Caratteristica la torre che veniva utilizzata per  sorvegliare gli schiavi dell’hacienda e prevenire eventuali fughe. Improvvisamente arrivò nella piccola stazione una locomotiva a carbone con la sua lunga scia di fumo bianco. Il fischio e quel suo caratteristico ciuf ciuf mi risuonano ancora nella mente.

Cuba - Manacas Iznaga - Locomotiva a carbone
Cuba – Manacas Iznaga – Locomotiva a carbone

Dal Mirador de la Loma del Puerto assistemmo alla meravigliosa vista sulla vallata sottostante, ricoperta dalle piantagioni di canne da zucchero.

La colorata Trinidad

Raggiungemmo poi Trinidad, deliziosa cittadina dalla forte impronta coloniale, perfettamente conservata. Passeggiammo per il centro. Le stradine con la pavimentazione acciottolata, le case dai colori pastello e i tetti con le tegole rosse, i balconi con le griglie in ferro battuto, il mercatino dai colori sgargianti.

Cienfuegos, la perla del sud

Cienfuegos è meravigliosa. È una città dall’aspetto elegante e raffinato, dall’impronta francese. I principali edifici e monumenti di interesse storico culturale sono concentrati intorno alla piazza principale, Parque José Martí.

Le spiagge di Varadero

Giunse il momento di godersi le meravigliose spiagge di Varadero. Sconfinate e bianchissime spiagge ed un mare cristallino. Tra immersioni subacquee, bagni e balli in spiaggia le nostre vacanze si conclusero troppo velocemente.

Ricordo ancora Lucia che parlava a ruota libera causa eccesso di cubalibre, mojito, daiquiri e piña colada e sento ancora le note di Chan chan (Buena Vista Social Club); mi passano davanti agli occhi le immagini di quel fantastico viaggio e mi chiedo: con la fine dell’embargo degli Stati Uniti e la morte di Fidel Castro, l’Isola resisterà all’occidentalizzazione? E per quanto tempo?

Hasta la victoria siempre!

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16 Comments

    1. Falupe

      Si ho letto e riletto con attenzione. Da un lato mi fa piacere una sorta di “ammodernamento” della vita per i cubani ma dall’altro mi spaventa il turismo di massa. Le navi da crociera che tu accennavi mi fanno venire i brividi. Le ho provate ai Caraibi… è un modo di viaggiare che ora non posso concepire.

      Mi piace

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