Spirit of Australia


Dalle città moderne fino alle magnifiche e disabitate spiagge lungo la Great Ocean Road, la Limeston Coast, Kangaroo Island, il cuore dell’Outback, la Coral Coast e la splendida Monkey Mia per scoprire lo Spirit of Australia.

G’Day Mate! È con questo strano ma alquanto cordiale saluto, che vuol dire “Buongiorno amico!”, che è cominciata la nostra avventura in Australia. Una terra che evoca in noi europei tante emozioni; dove la storia, fatta di conquiste ma anche di genocidio di aborigeni, di emigrazione e di stupefacenti incroci di etnie, lingue, culture, passa quasi in secondo piano, lasciando il posto alla natura e al paesaggio. Spazi sconfinati, parchi e boscaglie, solitudini disperate e animali straordinari. Tutto questo ci ha accompagnato durante il nostro viaggio nel sud di questa fantastica nazione-continente.

La città di Sydney

Arriviamo a Sydney, principale città dell’Australia, più antico insediamento europeo, propulsore dell’economia nazionale e capitale del paese per ogni aspetto tranne che per quello formale. Distesa attorno al golfo di Port Jackson, ha un’ambientazione davvero spettacolare per una città. Ci dirigiamo rigorosamente a piedi verso il centro e siamo subito colpiti dalla mescolanza di stili architettonici: edifici vittoriani e grattacieli dell’ultima generazione si confondono tra loro in totale armonia. Visitiamo l’Harbour Bridge, attraversiamo The Rocks, gli antichi Docks del porto e ci dirigiamo verso l’Opera House, dove faccio almeno 30 foto con il famoso teatro sullo sfondo. Proseguiamo quindi per i Royal Botanic Garden, dove scopriamo che c’è una grandissima quantità di pappagalli che sostano sui rami degli alberi o svolazzano liberamente sopra le nostre teste. Ci dirigiamo verso Circular Quay all’imbarco dei traghetti e prendiamo quello per Manly. La pioggia ci fa desistere dal percorrere la famosa Manly Scenic Walk, un percorso di 10 km che offre splendide vedute sulla baia. Decidiamo quindi di visitare la località e la vicina spiaggia dove numerosi serfisti si dilettano con le onde del mare. Prendiamo il bus per Bondi Beach e, quando arriviamo, rimaniamo a bocca aperta: una distesa enorme di sabbia, un mare blu con onde lunghe adatte al surf e una miriade di surfisti! Peccato che le condizioni metereologiche non ci fanno godere appieno lo spettacolo che il mare e le evoluzioni dei surfisti offrono.

Australia - Sydney - Sydney Opera House
Australia – Sydney – Sydney Opera House

La città di Melbourne

Partenza per Melbourne, la seconda città australiana, luogo denso di contraddizioni e di fascino segreto. Rinfrescata dai molti alberi e dalla baia, questa comunità lambita dalle acque fangose del fiume Yarra è al tempo stesso cosmopolita, colta e multiculturale, pazza per il football, conservatrice e fucina dell’avanguardia. Arrivati a Melbourne, ci rechiamo alla Herzt a ritirare la macchina, una bella Toyota con cambio automatico, e ci dirigiamo verso l’albergo prescelto. L’impatto con la guida a sinistra e con il cambio automatico è abbastanza strano all’inizio, ma mi abituo quasi subito alle novità della guida. Avevo già guidato sulla sinistra alle Syechelles (leggi il racconto del viaggio) ma per brevi tratti; qui, invece, la cosa è un po’ più complicata, considerando che anche frecce e tergicristallo sono al contrario, tanto che ogni volta che devo mettere la freccia, se sopra pensiero, aziono il tergicristallo!!! Facciamo un giro per il centro della città e ci rendiamo subito conto del freddo che fa, d’altronde qui siamo ad inizio autunno! Quindi dopo essere ritornati in camera a prendere cappelli e giubbotti ci dirigiamo verso Federation Square considerata il fulcro della città dove confluiscono turisti e abitanti per assistere ai molteplici eventi culturali. Proseguiamo poi con la visita delle principali attrattive della città Flinder Station, Windsor Hotel considerato oggi l’albergo più elegante della città e finalmente, Parliament House of Victoria, St Patrick’s Cathedral, chiesa cattolica del tardo neogotico dove una targa sul pavimento ricordava la visita di Giovanni Paolo II nel novembre del 1986.

Australia - Melbourne - Yarra River

The Great Ocean Road

Partiamo in macchina alla volta di Geelong per iniziare la Great Ocean Road, a detta di molti, “la strada più bella del mondo”. Ci fermiamo a Torquay, capitale dell’industria del surf australiano, qui effettuiamo la prima fermata: da un lookout ammiriamo la spiaggia di Bells Beach dove ogni anno ospita il campionato mondiale di surf e famosa per esservi stato girato il film “Point break”. Da qui in poi un cartello ci avverte che ha inizio la GREAT OCEAN ROAD, la famosa strada che percorre tutta la costa meridionale del Victoria offrendo paesaggi trai più spettacolari al mondo con spiagge ideali per il surf, formazioni rocciose e parchi naturali estendendosi per oltre 300 km tra Torquay e Warrnambool. Proseguiamo verso Lorne, visitiamo le Eskrine Falls, a circa 6 km da Lorne ma inizia a piovere, così riprendiamo il cammino fino a raggiungere Apollo Bay, località di vacanze e paesino di pescatori.

Australia - The Great Ocean Road - Otway National Park - Koala
Australia – The Great Ocean Road – Otway National Park – Koala

Percorrendo la strada verso Cape Otway immersa nella foresta di piante d’eucalipti, scorgiamo alcuni koala in cima agli alberi intenti chi a dormire e chi a mangiare foglie d’eucalipto. Alla vista di questo spettacolo riprese e fotografie si sprecano, con la nuova Canon IS10 e con l’aiuto dell’obiettivo li abbiamo immortalati in tutte le loro pose. Che belli e che emozione!!!

Riprendiamo la Great Ocean Road e ci fermiamo a Lavers Hill in un grazioso B&B, dove  ad attenderci ci sono i padroni di casa: Lexington e Mary. La sistemazione è tutto ciò che avremmo potuto desiderare, la quiete, il panorama e la gentilezza dei proprietari la fanno da padroni.

Australia - The Great Ocean Road - London Bridge
Australia – The Great Ocean Road – London Bridge

Il giorno dopo, passata Princetown, entriamo nel Port Campbell National Park il cui percorso costiero costituisce il tratto più famoso e fotografato della Great Ocean Road. Il parco offre scenari naturali unici al mondo con alte scogliere di pietra scavate nel corso del tempo dalle onde e dalla marea che hanno creato una serie affascinante di faraglioni, gole archi e aperture. La prima fermata è la Gibson step, una scalinata scavata a mano che porta fino alla Gibson Beach dove ci rilassiamo camminando a pochi metri dall’oceano e scattando fotografie; la sosta seguente è quella dei Twelve Apostoles considerata la formazione rocciosa più sensazionale e famosa del Victoria: si tratta di dodici rocce calcaree (anche se oggi ne sono rimaste solo otto) che emergono dall’oceano e abbandonati al mare in seguito all’erosione della costa. Altra fermata è il Razobarck un grande scoglio a muraglia, parallelo alla costa contornata da faraglioni; altre soste le facciamo ammirando The Arch – un arco di roccia naturale creata dall’oceano – il London Bridge – che un tempo era una piattaforma di roccia, su doppio arco, collegata alla terraferma e rimasta isolata dal 1990 anno in cui uno degli archi è crollato – e The Grotto – una piscina naturale formatasi al di sotto di un arco.

Limeston Coast

Proseguendo incontriamo Mount Gambier, che ha l’aspetto di una lussureggiante oasi posta sulle pendici di un vulcano estinto. Concentriamo il nostro interesse sul Blue Lake, formatosi all’interno di un cratere, le cui acque assumono un colore blu zaffiro quasi incredibile.

Partiamo alla volta del Coorong National Park, dove entriamo, percorrendo una strada sterrata. Ci troviamo in un ambiente fantastico: lagune salate, dune di sabbia e lucertole strane. Siamo totalmente soli e qui, forse per la prima volta, percepiamo la grandezza del continente australiano! Senza cartina ed alcuna indicazione dopo aver percorso 30 km all’interno, del parco, torniamo indietro e riprendiamo la strada per Victor Harbor e qui ci fermiamo per la notte ma non prima di visitare Granite Island, piccola  isola dove si riproducono i pinguini. Percorriamo tutto il sentiero che collega l’isoletta alla terra ferma e l’atmosfera è fantastica: il sole che sta piano piano tramontando sul mare, le onde, gli spruzzi, il vento, il verso dei gabbiani. Dopo una buona cena gustata in un ristorantino in riva al mare, assieme ad altre persone scrutiamo masso dopo masso alla ricerca dei famosi abitanti: ed infine, eccoli!!! I pinguini!!!!

Australia - Limeston Coast - Coorong National Park - Trachydosaurus rugosus
Australia – Limeston Coast – Coorong National Park – Trachydosaurus rugosus

Kangaroo Island

Trasferimento verso Cape Jervis per arrivare in tempo a prendere il traghetto della Sealink che ci porta fino a Kangaroo Island. Ci dirigiamo verso The Admiral’s Arch. Il vento, il cielo nuvoloso, gli sbuffi dell’oceano, le otarie dappertutto, i due isolotti (“i due fratelli”) di fronte al promontorio disegnano un paesaggio incredibile, ma ancora non vediamo il famoso arco frutto dell’erosione dell’acqua e del vento. Poi, improvvisamente, si palesa: la sua bellezza ci colpisce violenta come un pugno. Stalattiti pendono dall’arcata superiore di questa roccia imponente sotto alla quale otarie si tuffano e fanno il bagno, incuranti del tempo e della bellezza del luogo.

Lasciamo The Admiral’s Arch e puntiamo ai Remarkable Rocks, particolarissime formazione rocciose rese lisce e levigate dall’azione del vento. Ci avventuriamo sulla strada sterrata e puntiamo su Seal Bay, la baia dove “abita” indisturbata una colonia di otarie: riposano, strisciano a pancia in giù sulla sabbia, guidano i loro piccoli a fare il bagno. Sono loro i veri “padroni di casa”! È già l’ora di partire alla volta di Penneshaw: il traghetto che ci riporterà ad Adelaide ci attende alle 19:30. Siamo ormai al tramonto e, strada facendo, rimaniamo incantati dai canguri che, invogliati dalla frescura della sera ad uscire dalle loro tane, si fermano a brucare l’erba sul ciglio della strada. È incredibile pensare che c’è gente che vive quotidianamente spettacoli del genere.

Australia - Kangaroo Island - Remarkable Rocks
Australia – Kangaroo Island – Remarkable Rocks

Nel cuore dell’Outback

Alice  Springs è una piacevole città moderna, nel centro esatto dell’Australia, costruita sulle sponde del fiume Todd, generalmente asciutto. A un primo sguardo si tratta di un luogo tanto civilizzato da rappresentare una vera delusione per quanti si aspettano saloon a ogni angolo e pittoreschi personaggi provinciali. La città fu fondata come stazione ripetitrice della linea telegrafica nel 1871, anche se la sua reale crescita si è verificata soltanto negli ultimi 30 anni.

Il Watarrka National Park è conosciuto universalmente con il nome di Kings Canyon, una possente gola rocciosa che fende la terra fino a una profondità di 270 metri. Arrivati al  Kings Canyon Resort ci godiamo un po’ di refrigerio nella piscina dell’albergo ma la voglia di vedere da vicino la roccia rossa del canyon è troppo forte; decidiamo così di cimentarci in una bella camminata di circa 2,5 km lungo il percorso del Kathleen Springs walk, dove scopriamo i colori e le forme di vita di questa zona. L’inizio del Kings Canyon Rim Walk, sentiero della lunghezza di 6 km, è abbastanza faticoso perché i gradoni di roccia da salire sono molto ripidi. Arrivati in cima veniamo ripagati dello sforzo con paesaggi mozzafiato: gole e canyon che corrono lungo pareti di roccia a picco, da qui in avanti il sentiero costeggia il bordo del canyon; a metà sentiero entriamo nel Garden of Eden, scendiamo una scalinata di legno che ci conduce ai piedi del canyon e arriviamo ad una sorta di piscina naturale dove condizioni climatiche favorevoli hanno consentito la formazione della foresta pluviale con palme e cascate. Riprendiamo la marcia e dopo un po’ entriamo, come recita il cartello, nella Lost City, ovvero un labirinto di enormi cupole rocciose pietrificate segnate dall’erosione del tempo. Da qui in avanti, il sentiero si fa meno faticoso essendo in discesa e dopo un’altra ora di cammino ritorniamo al parcheggio da dove eravamo partiti.

Siamo pronti ad affrontare la Stuart Highway, “the track”, l’autostrada che da Darwin arriva fino al centro dell’Australia. Ben presto ci accodiamo ad un Road Train, uno dei camion con rimorchi dei quali tanto abbiamo letto. Lungo la strada ci fermiamo ad un belvedere per ammirare il Mt Conner (montagna dalla sommità piatta) che molti turisti scambiano per Uluru.

Come da programma ci dirigiamo verso i Monti Olgas, formazioni tondeggianti, detti Kata Tjiuta, ‘tante teste’, in lingua aborigena. Anch’esse, come Uluru, sono sacre per gli Aborigeni. Prima vediamo gli Olgas nella loro interezza da un lookout, poi percorriamo la breve passeggiata di 2 km, che permette di addentrarsi un po’ tra le formazioni! Lucia è costretta a mettere la retina per ripararsi dalle odiosissime mosche, che ronzano intorno alle nostre facce. Considerato che abbiamo ancora un paio di ore di luce prima di goderci il tramonto sugli Olgas, decidiamo di fare una  bella camminata lungo la Valley of the Winds è il modo ideale per scoprire la maestosità di questo luogo.

Australia - Nel cuore dell'Outback - Kata Tjuta Valley of the Winds Walk
Australia – Nel cuore dell’Outback – Kata Tjuta Valley of the Winds Walk

Al mattino seguente, sveglia all’alba per ammirare i colori di Uluru, il monolito più grande del mondo. Piano piano la roccia si accende, fino a passare da un colore bruno ad un acceso rosso fuoco. È un trionfo di scatti, di richieste di fotografie fatte e ricevute. Bellissimo ed  indimenticabile. Subito dopo percorriamo la Base Walk, la passeggiata di 10 km che percorre il perimetro di Uluru. La giornata è splendida, perfetta per passeggiare intorno alla roccia ed osservarne le forme, le crepe ed iripari naturali con le incisioni rupestri. I cartelli ci informano che i locali non gradiscono neppure che si fotografi la roccia, quindi ci tratteniamo…ma non troppo! E poi ancora il Mutitjulu Walk di circa 1 km, che conduce ad una pozza d’acqua permanente da dove, secondo la leggenda, ebbe scontro tra due antenati serpenti. Torniamo in albergo per una velocissima doccia prima di prendere il volo per Perth.

Australia- Nel cuore dell'Outback - Uluru
Australia- Nel cuore dell’Outback – Uluru

La città di Perth

A Perth quello che assolutamente non mi aspettavo sono le costruzioni tipicamente inglesi che si trovano qua e là per il centro, fra un grattacielo, una banca e un palazzone avveniristico. Sembrano portate lì direttamente da qualche strada londinese, creano un contrasto stupendo che rende la città unica. Sparse per i marciapiedi e sulle zone pedonali ci sono poi delle stupende sculture raffiguranti artisti di strada e in una piccola piazzetta c’è una fontana e delle statue di canguri giganti raffigurati nell’atto di bere o saltare! L’atmosfera nel centro è sempre piacevole e mai caotica, il traffico scorre bene e comunque ci sono molte zone pedonali piene di negozi e gallerie di centri commerciali. Appena fuori dalla zona centrale c’è Kings Park, un parco ENORME e verdissimo che si estende sulla riva del fiume Swan dal quale si gode di una bella vista di Perth e dintorni. In questo parco si possono ammirare moltissime specie di alberi australiani, molti portati apposta da altre zone dell’Australia, ognuno con didascalia e tanto di spiegazione.

Dedichiamo il secondo giorno alla visita di Rottnest Island una località turistica frequentata anche dagli abitanti di Perth stessi. Il nome dell’isola deriva dalla  presenza dei Quokka, piccoli marsupiali che vivono solo lì e che assomigliano a un incrocio fra un canguro e un topolino. Per visitarla abbiamo noleggiato le biciclette scoprendo i punti più caratteristici.

Australia - Rottnest Island - Quokka
Australia – Rottnest Island – Quokka

Al ritorno ci siamo fermati a Fremantle, in breve Freo, come la chiamano gli abitanti locali, è un’attiva città portuale assolutamente da visitare. Situata alla foce del fiume Swan (Swan River), questa città multiculturale ha un fascino tutto suo che la distingue da Perth. Fremantle preserva edifici storici famosi in tutto il mondo e un’affascinante storia marittima e dei primi detenuti. È d’obbligo fermarsi per una pinta in un pub storico della città: il  Little Creatures. L’ambiente è semplice, ma la birra è sensazionale. La vera star è la famosa birra bionda di produzione propria, chiamata Pale Ale, che ha vinto un’infinità di premi internazionali.

The Coral Coast

È giunta l’ora di visitare la regione della Coral Coast che preserva degli autentici tesori naturali come spiagge, esotiche forme di vita marina, riserve nazionali e l’oceano più blu del mondo. Salutata solo temporaneamente Exmouth, dove saremmo tornati a distanza di pochi giorni,ci accingiamo a percorrere i 155 km che ci dividono da Coral bay, punto di partenza per le nostre escursioni.

Eccoci finalmente al Ningaloo Reef, la piccola barriera corallina dell’ovest australiano che pur essendo molto più piccola del Great Barrier Reef, la gemella orientale, famosa in tutto il mondo e patrimonio dell’Umanità, non ha nulla da invidiarle. Meglio preservata rispetto alla sua omonima al largo delle coste del Queensland, ha dalla sua il fatto di essere esente ad un turismo di massa e di essere molto meglio raggiungibile poiché in alcuni punti dista dalla terra ferma solo poche decine di metri.

Arriva il grande giorno: carichi di adrenalina ci precipitiamo verso il diving pronti ad esplorare le meraviglie del mondo sottomarino. Già al pontile ci aspetta una cernia dalla grandezza impressionante, poi tuffati in acqua incontriamo qualche squaletto che ci osserva timidamente da lontano e migliaia di pesci colorati che ci circondano. Poi all’improvviso la vista di una grossa manta ci toglie il fiato! Era proprio sotto la barca e nuotava maestosa tra le acque grazie alle loro imponenti ali. Questa si che era davvero un’esperienza emozionante! Dopo quasi mezzora ad inseguire il grosso animale torniamo esausti alla barca.

Australia - Underwater Ningaloo Reef Dive Coral Bay - Western Frogfish
Australia – Underwater Ningaloo Reef Dive Coral Bay – Western Frogfish

Fra scogliere e deserti

A mattino presto partiamo per la penisola di Shark Bay, Patrimonio mondiale dell’Unesco dai primi anni 90,  luogo primordiale e selvaggio di straordinaria bellezza dove si alternano lagune cristalline, promontori ripidi e rocciosi, incontaminate spiagge bianche lambite da turchesi mari pullulanti di vita. La variegata morfologia del territorio, l’estrema salinità delle sue acque e l’assoluto isolamento della stessa penisola inoltre, hanno reso possibile lo sviluppo di specie autoctone uniche al mondo e la conservazione di altre in via di estinzione quasi ovunque.

27 km dopo la deviazione dalla North Coastal Pacific Highway, eccoci ad Hamelin Pool, sede di una colonia di fossili viventi (ce ne sono solo 2 al mondo), nota col nome di Stromatoliti, di importanza biologica unica per lo studio dell’evoluzione della terra poiché esattamente uguali alle forme di vita che popolavano il pianeta 3.5 bilioni di anni fa. Dall’alto di una passerella, posta a protezione delle stravaganti formazioni,più simili a grosse rocce che ad altro, ci guardiamo intorno,scrutando l’orizzonte e godendoci la solitudine suprema di questo mistico luogo dall’aspetto lunare. Ci dirigiamo quindi verso Shell Beach, lunghissima spiaggia costituita quasi totalmente da milioni di conchiglie ammassate le une sulle altre a formare una distesa profonda quasi 10 metri.

Australia - Fra scogliere e deserti - Hamelin Pool - Stromatoliti
Australia – Fra scogliere e deserti – Hamelin Pool – Stromatoliti

In serata arriviamo a Monkey Mia in tempo per l’incontro serale con i delfini. Per qualche strano motivo questa spiaggia viene visitata periodicamente, con cadenza quasi giornaliera, dai discendenti di sesso femminile di quei primi delfini che arrivarono qui circa 40 anni fa. Ma l’avvistamento più grosso lo facciamo la mattina seguente. I delfini arrivano uno ad uno, ti fissano negli occhi, sembrano sorriderti, si avvicinano alla spiaggia fino a quasi sfiorare la riva, semplicemente per incontrare e per interagire con l’uomo semplicemente per loro volere e curiosità. Sono attimi indimenticabili. Siamo arrivati alla fine della nostra prima esperienza australiana che presto speriamo di bissare.

Australia - Fra scogliere e deserti - Monkey Mia - Delfini
Australia – Fra scogliere e deserti – Monkey Mia – Delfini

Ripercorriamo la strada fino ad Exmouth dove ci attende il volo di rientro per Perth. Ancora una notte in questa graziosa città e poi il rientro in Italia. Se devo fare un bilancio di questo viaggio, non posso dire altro che non lo dimenticheremo mai, perché non avremmo potuto scegliere una meta più adatta per rendere indimenticabile il viaggio del mio 40° anno: la varietà di ambienti, di climi, di paesaggi e la grande diversità ed immensità degli spazi è la cosa che personalmente mi ha colpito di più di questo grande paese. Tutto ha un qualcosa di magico e bellissimo che lo rende degno di essere ricordato…insomma, abbiamo solo una promessa: ritorneremo presto!!!

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