Viaggio alle Hawaii. “Aloha” Hawaiian Islands


In sella ad una Harley alla scoperta di scenari da sogno. Un viaggio alle Hawaii unico nel suo genere.

Chi non ricorda Magnum P.I., la serie televisiva statunitense che spopolò negli anni 80, interpretata da Tom Selleck, l’accattivante investigatore che ci fece conoscere e innamorare delle Hawaii? Grazie al nostro amico Marco, di America in Moto by Kanaloa Fly&Ride conosciuto alla fiera Motodays (non conosci la fiera romana? Leggi questo articolo), i lontani ricordi si trasformano in realtà. Avendo a disposizione due settimane di ferie buttiamo giù il programma, il cosa vedere alle Hawaii, e scegliamo di scoprire Kauai, Maui, Hawaii Island e Oahu. È così che la mia dolce metà – nel vero senso della parola – Lucia ed io a fine settembre partiamo per le Hawaiian Islands.

Da motociclisti oramai collaudati che già hanno macinato miglia statunitensi, non possiamo esimerci dal gustare le strade isolane anche in sella all’ormai collaudata Electra Glide, il miglior mezzo per viaggiare della famiglia delle touring della Casa di Milwaukee.

Maui - Murales
The Hawaiian Islands – Maui – Murales

Le Hawaii sono il 50° stato federato degli Stati Uniti d’America e si trovano a oltre 4000 km dalla più vicina massa continentale. Le sei isole principali – Oahu, Maui, Kauai, Hawaii Island, Molokai e Lanai – fanno parte di un arcipelago composto da 128 isole.

Kauai Island (ca. 190 miglia percorse)

Kauai è così verdeggiante da meritarsi l’appellativo di Isola Giardino; i paesaggi sono così belli da essere stati scelti come set cinematografici per molti film quali ad esempio Jurassic Park, South Pacific, I predatori dell’arca perduta.

Dedichiamo due giorni alla scoperta di questo luogo incantevole visitando Hanapepe: passeggiare per la “Old Ton” è come tornare indietro nel tempo, al periodo coloniale delle piantagioni di zucchero. La cittadina conserva edifici storici che ospitano gallerie d’arte, caffè, ristoranti e negozi.

Fa caldo, così decidiamo di rilassarci un po’ a Salt Pond Beach, una deliziosa spiaggia frequentata da nativi dell’isola. Proseguiamo quindi con la visita del Waimea Canyon soprannominato il “Grand Canyon del Pacifico“. Anche se più piccolo del Grand Canyon dell’Arizona, Waimea Canyon rivaleggia per la sua bellezza. La strada che lo percorre regala panorami straordinari.

Kauai - Waimea Canyon
The Hawaiian Islands – Kauai – Waimea Canyon

Attraverso una strada sterrata raggiungiamo Polihale Beach State Park, la spiaggia più lunga delle Hawaii: 27 km di sabbia bianca e dune. Qui le onde sono altissime e desistiamo dal fare il bagno. Prima di tornare in albergo, soste da Shrimp Station per gustare i famosi Coconut Shrimp, non male anche se il cocco copre troppo il gusto dei gamberi per i nostri gusti, e da Kauai Harley-Davidson in cerca dei primi souvenir.

Il giorno seguente raggiungiamo il punto più settentrionale delle principali isole hawaiane il Kilauea Lighthouse costruito nel 1913, santuario degli uccelli marini quali sule dai piedi rossi e fregate.

Dedichiamo il resto della giornata alla Na Pali Coast, una fascia costiera lunga oltre 30 km, caratterizzata da ripide scogliere. Un sentiero (The Kalalau Trail), il più spettacolare delle Hawaii e unico accesso via terra a questa parte di costa, ci consente di ammirare le scoscese scogliere che si gettano a picco nelle acque turchesi. L’intero sentiero è lungo ben 11 miglia, noi decidiamo di farne solo una piccola parte per poi tuffarci nelle acque cristalline del Ke’e State Beach Park.

Maui Island (ca. 485 miglia percorse)

Maui è soprannominata l’”Isola della Valle“, una vallata delimitata da due grandi vulcani spenti: Haleakala e Puu Kukui. È la seconda isola dell’arcipelago per dimensioni e quattro giorni per scoprirla sono necessari.

Iniziamo dai fondali del Molokini Crater, un cratere vulcanico quasi completamente sommerso. La sua forma a mezzaluna che riemerge dall’acqua protegge dalle correnti e dalle onde offrendo una barriera corallina ricca di vita e colori. L’immersione in grotta con due tartarughe e due squali pinna bianca, di cui uno in dolce attesa, che ci danzano intorno ripaga dall’alzataccia (4:30 a.m.).

Maui - Molokini Crater, Squalo pinna bianca del reef - Triaenodon obesus
The Hawaiian Islands – Maui – Molokini Crater, Squalo pinna bianca del reef – Triaenodon obesus

Nel pomeriggio un po’ di relax sulla meravigliosa spiaggia bianca di Kahekili Beach Park è d’obbligo.

Il giorno seguente lo dedichiamo all’esplorazione del monte Haleakala (letteralmente “Casa del Sole“), il più grande vulcano inattivo del mondo: la sua ultima eruzione risale infatti al 1790.

Memori dell’esperienza fatta dal nostro amico Marco, iniziamo la scalata degli oltre 3000 metri in sella alla nostra Electra Glide ben equipaggiati con giacca invernale, passamontagna e maglietta termica! La strada che porta alla sommità è perfetta per essere gustata in moto: si apprezzano i tornanti, le vedute mozzafiato e i profumi rivenienti dai boschi di acacia, guava ed eucalipto. Raggiunta la vetta restiamo estasiati dalle dimensioni imponenti del cratere: oltre 30 km di circonferenza e 900 metri di profondità.

Curiosi sono stati gli avvistamenti dei Nene, l’oca delle Hawaii in pericolo di estinzione, che si aggirano nel parco, e della bellissima Ahinahina (“Spada d’Argento”), una pianta dalle sottili e acuminate foglie color argento vivo in grado di vivere fino a 20 anni.

Raggiungiamo il Iao Valley State Park per ammirare il Iao Needle, una sorta di monolite a forma di cono alto 400 metri, il simbolo di Maui. Ma prima ci imbattiamo in un murales di straordinaria fattura, realizzato da Eric Okdeh di Philadelphia, che ci costringe a scattare numerose foto in posa con la moto.

Ma le Hawaii sono anche mare e quindi scorpacciata di spiagge di indimenticabile bellezza:

  • Ulua Beach;
  • Malu’Aka Beach;
  • Big Beach;
  • Ahihi-Kina’U Natural Area Reserve.

Affrontiamo la Hana Highway che scorre per circa 53 miglia nella parte nord orientale dell’isola e unisce le cittadine di Kahului e Hana. Di Highway non ha proprio niente: è una stradina stretta e tortuosa che attraversa foreste tropicali, numerose cascate e pendii che precipitano nell’oceano. Il paesaggio è meraviglioso e regala curva dopo curva panorami di indimenticabile bellezza. Le oltre 600 curve e i 50 ponti, molti dei quali a senso unico, ci fanno trascorrere tutta la giornata in sella al nostro ferro.

Hawaii Island (ca. 530 miglia percorse)

Ci spostiamo sull’isola di Hawaii per tre giorni, detta anche la “Grande Isola” per le sue dimensioni. Geograficamente è la più eterogenea: si possono ammirare deserti, foreste pluviali, vulcani attivi e dormienti e vette innevate.

È surrealistico tuffarsi nelle acque cristalline ammirando la vetta innevata del Mauna Loa posta a 4171 m di altezza.

È doveroso iniziare la scoperta del territorio partendo dall’Hawaii Volcanoes National Park. Lo abbiamo percorso in lungo e in largo imboccando la Chan of Craters Road, 31 km di strada percorsi fra crateri e ceneri vulcaniche, ammirando la caldera ancora fumante e i fiumi di lava solidificata. La strada termina – è il termine giusto, poiché un’eruzione l’ha completamente sbarrata – sull’Holeisea Arch, un arco naturale creatosi nell’oceano. Per meglio ammirare da vicino le formazioni vulcaniche abbiamo percorso il Kilauea Iki Trail, il Poi Thurston Lava Tube, il Devastation Trail e il Pu’u Loa Petroglyphs.

Hawaii Island - Hawaii Volcanoes National Park, Kilauea Iki Trail
Hawaii Island – Hawaii Volcanoes National Park, Kilauea Iki Trail

Ci dirigiamo al Punalu’U Beach Park, una spiaggia di sabbia nera finissima dove è stato possibile ammirare le tartarughe che si riscaldano al sole. È la prima volta che ci imbattiamo in tartarughe marine spiaggiate, siamo soliti vederle sott’acqua.

Per concludere la giornata visitiamo il Puuhonua O Honaunau National Historical Park che ospita antichi templi, rovine archeologiche – la Grande Muraglia (Great Wall) e il Campo Reale (Royal Grounds) – un rifugio (pu’uhonua), lastre di pietra utilizzate per giocare a konane, un’antica versione del gioco degli scacchi con i pezzi in lava nera e corallo bianco (papamu) e sculture in legno raffiguranti antichi dei (kii). Nel 1500 questo sito fu usato come asilo per chi aveva violato l’antica legge hawaiana; chi riusciva ad accedere al luogo veniva risparmiato dalla pena capitale.

Il terzo giorno lo dedichiamo alla scoperta della parte nord dell’isola visitando l’Akaka Falls State Park, una cascata di 135 metri raggiungibile dopo un breve sentiero immerso nella foresta, piante di banane, bambù e fiori esotici, e la Waipio Valley, un paradiso terrestre composto da una vallata verdissima, fiancheggiata da alte scogliere, che termina con una spiaggia di sabbia nera. Per raggiungerla servirebbe un 4×4; decidiamo di ammirare il paesaggio dal lookout.

Oahu Island (ca. 170 miglia percorse)

Soprannominata l'”Isola degli Incontri“, rappresenta il cuore delle Hawaii.

Presi da una voglia implacabile di guidare un’auto sportiva, abbandoniamo le due ruote e noleggiamo una Ford Mustang rossa fiammante. Per non dimenticare la sensazione di libertà che offre la moto decidiamo di prendere la versione cabrio. Certo non è proprio l’auto guidata da Tom Selleck ma il colore e lo stemma la ricordano molto.

Oahu - Honolulu
The Hawaiian Islands – Oahu – Honolulu

Il tempo a disposizione per visitare l’isola è davvero poco, quindi dopo gli acquisti al Waikele Premium Outlets (la collezione True Religion ci fa letteralmente impazzire), proseguiamo con la visita di Pearl Harbor, passata alla storia per il feroce attacco sferrato dai giapponesi nel 1941 che segnò l’entrata in guerra degli Stati Uniti d’America.

Assistere al filmato storico e visitare l’Arizona Memorial, ove si possono scorgere i resti della nave USS Arizona che giace sul fondale della baia, è un’esperienza molto forte che fa solo immaginare il sacrificio di vite umane.

Ci inerpichiamo sulla Makiki Valley per godere della vista sulla capitale Honolulu e sui suoi grattacieli.

Raggiungiamo quindi Hanauma Bay Nature Preserve, un vero paradiso terrestre. La spiaggia, di sabbia corallina, è delimitata dalle pareti sprofondate di un antico vulcano.

Dopo aver ammirato le evoluzioni dei surfisti a Sandy Beach, decidiamo di provare le onde anche noi e così ci tuffiamo nelle acque di Waimanalo Bay: è bellissimo farsi sbatacchiare dalle onde che arrivano spumeggianti. Lungo la Pali Highway, affacciato su una ripida parete, il Nu’uanu Pali Lookout offre vedute mozzafiato sulla catena delle Wai’anae Mountains.

Dopo aver apprezzato il panorama, eccoci al Kualoa Regional Park, sito popolare per gli osservatori di uccelli delle zone umide come i fringuelli dalla testa rossa detti anche Apapane; difronte alla spiaggia di sabbia bianca si trova la piccola isola di basalto di Mokoli’i (Cappello cinese).

Oahu - Cardinale ciuffo rosso, Paroaria coronata
The Hawaiian Islands – Oahu – Cardinale ciuffo rosso, Paroaria coronata

La giornata volge al termine ma ancora due tappe ci attendono:

  • Sunset Beach, spiaggia molto apprezzata dai surfisti, considerata pericolosa per le estese formazioni di corallo vicine alla superficie. Qui si pratica il c.d. Banzai Pipeline (solo il nome fa venire i brividi) il surf più letale al mondo. Il nome deriva dalla combinazione del termine pipeline (acquedotto) che descrive il tipo di onda presente nella zona e il nome della vicina spiaggia (Banzai Beach);
  • le coltivazioni di ananas della Dole Plantation nata nel 1899; oggi rimane ben poco delle piantagioni di un tempo, a causa degli alti costi della manodopera. Il viaggio non si può concludere senza aver visitato il centro di Honolulu e la spiaggia di Waikiki, una splendida mezzaluna di sabbia bianca circondata da grattacieli e sullo sfondo il vulcano spento del Diamond Head.

Salutiamo le Hawaii e iniziamo il viaggio di rientro sostando a New York. All’aeroporto è ad attenderci una limousine: che figata! Rivediamo con piacere Central Park con il sole e i colori dell’autunno, Union Square con il colorato mercato e gli spettacoli di strada (esattamente le stesse persone che avevamo incontrato l’anno prima), World Trade Center ultimato, Rockfeller Center, Wall Street, l’Harley sulla Broadway, ancora qualche regalino per Luna (la nostra boxerina che ci attende a Roma) e i tre must culinari di New York: la colazione con i muffin degli street food, la cheesecake di Junior’s e il Pastrami sandwich di Kats Delicatessen!

Il nostro viaggio si conclude così in puro stile americano. Si riparte con un bagaglio a mano pieno di regali e con le mille emozioni vissute che nessuna foto potrà mai esprimere completamente ma che la nostra mente non potrà mai cancellare… ancora un viaggio da sogno!

Ringraziamenti

Ringrazio LowRide Lifestyle Magazine per aver pubblicato l’articolo (leggi qui l’articolo).

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